
News del 04/03/04: «I cormorani si sono mangiati tutti i pesci»
News del 04/03/04
tratta dal quotidiano L'Adige del 04/03/04
«I cormorani si sono mangiati tutti i pesci»
Gettate le reti per il controllo ittico
solo 18 catture nel lago di Toblino
di ARIANNA TAMBURINI
Il problema delle colonie di
cormorani e di aironi che svernano
nel biotopo di Toblino sta
interessando anche la Provincia
che ha richiesto studi specifici.
In particolare l’Istituto Agrario,
che ha già un incarico da parte
del Servizio Faunistico di controllo
dei laghi trentini al fine della
revisione della Carta Ittica, ha
ricevuto un ulteriore incarico da
parte del Servizio Parchi per verificare
la situazione ittica dei laghi
di Toblino e di Santa Massenza.
Una nuova verifica, oltre
a quella normalmente fatta in autunno,
da compiersi in primavera,
proprio al termine del periodo
di "svernamento" di cormorani
e aironi.
Proprio nell’ambito di questa
verifica si sono registrati alcuni
dati allarmanti. A richiamare l’attenzione,
ancora una volta, l’Associazione
Pescatori e il presidente
Stefano Trenti che, pochi
giorni fa, ha accompagnato i tecnici
dell’Istituto Agrario durante
il prelievo per controllare la
consistenza del patrimonio ittico
di Toblino e Santa Massenza:
«Senza timore di esagerare si può
dire che i due laghi sono praticamente
distrutti - ha esordito
Trenti - A Toblino su sei reti calate
sono state catturate in totale
16 coregoni, 1 luccio di quasi
4 kg e 1 persico. Di questi pesci
molti presentavano segni vistosi,
anche se ormai vecchi, di
attacchi di cormorani. I pesci rimasti
nel lago sono solo quelli
di grossa pezzatura che non possono
essere pescati dagli uccelli
ittiofagi».
Del resto l’Associazione Pescatori
può contare anche sui
dati delle catture dei propri soci
nel corso dell’anno: «Se raffrontiamo
il pescato dal 2000 al
2003 - ha proseguito Trenti - ci
accorgiamo che mentre la trota
Fario nei due laghi è più o meno
rimasta costante grazie alle continue
immissioni, non così per
altre specie come il Coregone».
Cifre che parlano chiaro: «Se nel
2000 erano stati pescati 256 coregoni,
nel 2003 solo 3 esemplari
».
Più moderati gli esperti chiamati
in causa, in particolare il
dottor Leonardo Pontalti: «Bisogna
ricordare che le cause della
riduzione del patrimonio ittico,
e in particolare della trota,
sono molteplici - ci ha spiegato
il dottor Pontalti - In questi ultimi
anni la trota è andata scomparendo
dai due laghi anche perché
sono venute a mancare le zone
di riproduzione a causa delle
Centrali elettriche ma anche
perché è venuto meno il collegamento
dei laghi con il Sarca,
sito riproduttivo».
Per il momento comunque
nessun dato ufficiale può essere
dato dall’Istituto Agrario, al di
là delle cifre ricordate dall’Associazione
Pescatori, bisognerà
attendere la successiva relazione
tecnica. Certo è che l’allarme
cormorani esiste: «Si tratta di un
problema nuovo - ha sottolineato
Pontalti - credo che con il tempo
anche i cormorani come gli
altri predatori troveranno il loro
equilibrio, di sicuro c’è il fatto
che questi uccelli si nutrono
di pesce e sono decisamente più
bravi dei pescatori a pescare».
La tecnica adottata dai cormorani
è la pesca di gruppo: «Essi
circondano il branco e poi tutti
assieme pescano, per questo
prediligono i pesci di branco».
Una tecnica che lascia poco
scampo: «Hanno praticamente
distrutto le popolazioni di pesci
che vanno in branco - ha ribadito
il presidente dei Pescatori
Trenti - e dopo aver esaurito i laghi
di Toblino e Santa Massenza
si dedicheranno alla pesca del
temolo nel torrente Rimone e poi
al lago di Cavedine».
Lo scorso mercoledì si è tenuta
anche una riunione tra alcuni
rappresentanti dell’Istituto
di San Michele, del Servizio Parchi,
del Servizio Faunistico e dell’Associazione
Pescatori: «È
emerso da tutti i soggetti - ci ha
riassunto Trenti - la volontà di
ripristinare i laghi con il trasferimento
dei coregoni e di altri
pesci dal lago di Caldonazzo. Un
progetto bellissimo ma resta una
perplessità: nel novembre 2004,
quando ritorneranno i cormorani,
essi si papperanno nuovamente
tutti i pesci. Credo sia fondamentale
attuare una qualche
forma di controllo».
La posizione dell´ufficio biotopi
Alcune delle considerazioni espresse dal direttivo dell´Associazione Pescatori Basso Sarca sulla presenza dei cormorani nel lago di Toblino non sono condivise dal direttore Ufficio Biotopi provinciale, dottor Francesco Dellagiacoma che ha inviato al nostro giornale alcune considerazioni.
«Non voglio negare l´esistenza di squilibri o l´opportunità di intervenire di fronte alla presenza documentata di questi - si legge tra le altre cose - il tono non può pero essere quello della concorrenza sleale dei cormorani verso i pescatori».
Per conoscere il problema sono indispensabili degli approfondimenti, per questo il Servizio Faunistico provinciale ha affidato al Museo Tridentino di Scienze Naturali uno studio specifico: «In esso si evince che la consistenza della popolazione di cormorani in Provincia, seppur in aumento, va considerare marginale rispetto a quella nazionale - ha proseguito Dellagiacoma - Durante il giorno i cormorani si spostano anche di diversi chilometri per alimentarsi; in particolare l´analisi dei boli alimentari trovati a Toblino conferma l´ipotesi dell´utilizzo di zone d´alimentazione esterne al lago.
Inoltre l´Istituto Agrario di San Michele su incarico del Servizio Parchi sta conducendo un´indagine sull´ittiofauna del lago».
E numerosi sono gli interventi della Provincia: «L´Ufficio Biotopi sostiene parte delle spese per il materiale di semina; sono in fase di verifica interventi di miglioramento ambientale sugli affluenti e in alcune micro aree del lago per creare le condizioni di riproduzione della trota, c´è inoltre l´impegno con l´Istituto Agrario di procedere ad esperimenti di trasferimento di uova e avannotti di specie diverse dalla trota, senza considerare il progetto di rinaturalizzazione del lago diToblino».