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Aprile
APRILE
La primavera è arrivata e siamo pronti ad affrontare una nuova stagione di pesca.
Nei torrenti le trote cominciano a muoversi bene a basse quote, restano attive per la maggior parte della giornata e solo in certi casi o verso la fine del mese cominciano ad evitare il sole troppo battente nelle ore centrali delle prime giornate calde.
Talvolta possiamo trovare acqua di neve che renderà vana la nostra battuta ma è anche vero che in alcuni corsi d’acqua le nostre amiche già pinneggiano dinamiche in corrente e si portano in acque basse uscendo dalle buche in cerca di cibo.
Più facilmente e nei torrenti più freschi e spumeggianti la trota resta al centro dell buche profonde ma l’inverno è passato, insetti e schiuse animano la superficie, l’acqua è viva e il salmonide deve recuperare le sue energie.
Più che mai la protagonista della primavera è lei, la trota fario.
Nei grandi torrenti di fondovalle si muove anche la più misteriosa e circospetta marmorata. Non è ancora il momento d’oro, ma la sua cattura è già possibile pescando lento in acque profonde.
Altro pesce importante è il temolo, presente con buone taglie, che risale per la riproduzione e che si fa ingannare prima e dopo dal pescatore che saprà presentare bene la sua insidia.
Sui laghi,complici le schiuse e il primo sole caldo del pomeriggio, si muovono a galla i cavedani.
Nelle giornate grigie ed ancora fresche d’inizio mese è ancora possibile insidiare la fantomatica trota lacustre.
Aprile infine, è anche un buon mese per cercare le trote di taglia in fiume, se il livello ovviamente lo consente.
Riassumendo il tutto le possibilità di pesca sono le seguenti:
Tocco in torrente alla trota fario:
E’ la tecnica del mese, si può praticare in svariati corsi d’acqua medi e piccoli. La si pratica con canne teleregolabili a partire da 6 m per i piccoli torrenti fino a superare i 10 m nei torrenti di fondovalle.
La trota è in buca e nonostante il buon appetito non “corre” ma ha bisogno di un boccone comodo e ben presentato.
Ciò consente di effettuare diverse catture di ogni taglia, talvolta allamando anche trote ibride e qualche marmorata.
Spinning alla trota fario:
In alcuni torrenti a fondovalle, come già accennato, le trote sono già in corrente pronte a ghermire il cibo trasportato dalla stessa ed è possibile insidiarle con le esche artificiali. Nel posto giusto al momento giusto non è raro effettuare buone catture ed agganciare fario di buona taglia.
Passata alla trota fario:
Si tratta di pescare la trota con la bolognese alla passata, pescando fino come se pescassimo il cavedano e presentando a dovere piccole esche trattenendo il nostro galleggiante nelle buche più profonde.
Questa tecnica per l’appunto trova la sua collocazione ideale nei torrenti di fondovalle che scorrono placidi in un susseguirsi di buche o lame piatte e profonde, alternate da qualche immancabile raschio.
Se la giornata è buona e peschiamo bene non sarà difficile effettuare numerose catture, con la possibilità di allamare anche altri pesci come temoli, marmorate e cavedani.
Questa è forse la tecnica che consente il maggior numero di catture e che sicuramente offre più divertimento e sportività nel caso si agganci una trota di taglia, dato l’uso di finali sottili e piccoli ami.
Passata alla marmorata:
Si tratta sostanzialmente della stessa pesca ma praticata negli ambienti in cui è la marmorata a farla da padrone. E’ in assoluto una delle tecniche migliori per insidiarla ma attenzione, perché la nostra preda è tutt’altro che facile e anche se la sua presenza è massiccia sarà difficile catturarne in quantità. Il cappotto è sempre da tenere in considerazione.
Anche qui il segreto è pescare naturale e leggero e anche per questo…frizione pronta!
Temolo alla passata ed a mosca:
Il temolo, stupendo e combattivo pesce di rara bellezza, risale in questo periodo per la riproduzione. E’ vietato trattenerlo fino alla fine del mese ma prima di deporre è affamato e attivo in corrente. Dopo la riproduzione resta ancora nelle buche per alcune settimane per recuperare peso ed energie.
Anche questo splendido animale si insidia con presentazioni naturali e pescando leggero, sia per chi lancia la coda di topo, sia per chi predilige la passata. In alcuni tratti più impetuosi è possibile anche utilizzare la camolera.
La taglia dei pesci, in media dai 40 cm in su e talvolta anche oltre i 50 cm, assicura combattimenti emozionanti.
Non si esclude di allamare anche trote, cavedani e qualche barbo.
Altri tipi di pesca:
Sui laghi si può pescare con successo il cavedano a spinning, specie se si porta a galla durante le schiuse, e tentare tra traina e spinning la trota lacustre.
Se il fiume è in buone condizioni si possono tentare marmorate e grosse fario pescando con il morto manovrato, a spinning e con esche naturali lanciando con grossi piombi in mezzo alla corrente. Come per la lacustre si tratta di pesche dove il cappotto è facile ma conviene insistere, i pesci sono quasi sempre di taglia.
Maggio
MAGGIO
Siamo ormai nella bella stagione, le ore centrali sono già calde, l’acqua è “viva” sia in lago che in fiume. Con questo mese riapre la pesca al luccio ed i laghi ove tentarne la cattura sono molti.
I cavedani sia in lago che in alcuni torrenti di fondovalle sono attivi ed in certi casi già cominciano a radunarsi per la frega. Nei torrenti di fondovalle le trote, sia marmorate che fario, escono ormai dalle buche e cominciano sempre più a muoversi dinamiche in acque basse. E’ in definitiva un mese di passaggio tra la primavera ed il caldo estivo e nel trascorrere dei giorni le acque e le abitudini dei pesci si trasformano. Potremo infatti avere a che fare con delle trote ancora “lente” come in aprile e poi, in pochi giorni, già vederle sparire durante l’arco delle ore centrali per il sole troppo battente, come in giugno. Se il mese è caldo si comincia anche a salire verso i torrenti montani, ma attenti all’acqua di neve proveniente dai ghiacciai. Ad ogni modo, se non ci si fossilizza su di un tal tipo di pesca o su una specie in particolare, si troverà sicuramente il modo di fare catture e divertirsi.
Vediamo come.
Pesca al luccio:
Terminata la riproduzione, la sfida ricomincia. Possiamo trovarlo ovunque, nei numerosi laghi e in alcuni fossati di pianura. Si può pescare a spinning da riva, da belly boat, dalla barca ed a traina.
Ricordiamo che in molte acque è vietata l’ancoretta. E’ comunque permesso anche insidiarlo con il morto manovrato e con il vivo. Spesso è un buon mese ma non è detto: molto dipende da quando l’esocide ha portato a termine l’attività riproduttiva e dai fattori atmosferici.
Spinning alla trota fario:
Si possono fare 2 distinzioni: la pesca in torrenti di media e piccola portata spumeggianti ed immersi nella natura, e la pesca in grandi torrenti di fondovalle.
La prima è certamente più affascinante, ancor più se nella seconda metà del mese saliamo in quota. Acque cristalline e pulite, ambiente incontaminato, trote abbondanti e dalla livrea meravigliosa.
A fondovalle meno attrattive per i nostri occhi ma si possono agganciare bellissime fario di taglia oltre ovviamente alle onnipresenti e fameliche medio-piccole, e qualche esemplare di marmorata e/o ibrido.
Nel primo caso si pescherà con attrezzatura leggera ( per intendersi bastano rotanti del n.1 e 2 e monofili 0,18 ), nel secondo potremo usare anche minnow di 5-7 cm e monofili 0,22- 0,25 o sottili trecciati. Alcune zone sono no-kill ed è obbligatorio l’uso del monoamo.
Spinning alla marmorata:
Spesso ci vuole la metà del mese e talvolta i primi di giugno ma il breve momento è da non perdere.
Si pesca in torrenti di fondovalle ove la nostra preda è presente in abbondanza e con esemplari di taglia ma attenzione: la marmorata non è una fario, è molto più restia ad esporsi, meno dinamica, più “da tana” e da agguato, un po’ come il luccio. E’ anche più influenzabile dai fattori climatici e dallo stato delle acqua. La sua abbondanza perciò non è mai sinonimo di catture facili e le fario presenti, seppur in netta minoranza, ( in certi tratti la marmorata può superare il 90% dei salmonidi presenti ) sono spesso più facili da allamare.
In generale comunque, tenteremo la cattura della regina nella seconda metà di questo mese.ù
Tocco alla trota fario:
Come per il mese di aprile, il tocco rende benissimo anche in maggio con la differenza che ora i torrenti che offrono buone possibilità sono di più, anche per l’aggiunta dei primi torrenti montani.
Ci aspettano catture coloratissime e vivaci, spesso abbondanti. La natura offre il meglio ed il paesaggio allieta la nostra risalita per i boschi. Possiamo anche variare torrente nel corso della giornata, o risalire anche gli affluenti più piccoli.
Passata alla trota fario:
Anche maggio, se l’acqua di neve non ci ostacola, è ottimo per pescare alla passata nelle buche e nelle profonde lame dei torrenti di fondovalle. Ora poi possiamo anche raccogliere dal fondo le preziose larve acquatiche, esche infallibili. Come già detto questa è una pesca che può darci catture numerose e garantisce divertimento se si aggancia un pesce di taglia.
In certi corsi d’acqua ci troveremo a pescare un “misto” di trote e cavedani.
Marmorata con esche naturali:
Anche ricorrendo alle esche naturali il cappotto è sempre dietro l’angolo ma le tecniche ci permettono di catturare anche se le trote sono ancora relegate alle acque profonde ed il caldo stenta ad arrivare.
Possiamo pescare alla passata con la bolognese, anche sorreggendo un pesciolino vivo, oppure a lancio con il morto manovrato. Anche qui dovremo fare inevitabilmente i conti con la fario e gli ibridi.
Altre pesche:
I cavedani si cominciano a pescare bene nei torrenti di fondovalle alla passata raccogliendo larve dal fondo ed a spinning sui laghi. Non è difficile scorgerli mentre bollano lungo le rive e sorprenderli con piccoli minnow galleggianti, sia dalla sponda che spostandosi con l’ausilio del natante. In fiume se il livello lo consente è possibile tentare la trota di taglia.
A volte in certi laghi è già possibile la cattura del persico reale e a fine mese non si esclude di iniziare a cercare i primi salmerini alpini della stagione.
Giugno
GIUGNO
E’ il mese del passaggio, talvolta a rilento e talvolta prepotentemente, all’estate.
Il sole comincia a battere forte sull’acqua che acquista sempre più temperatura, le ore centrali sono adatte più al riposo che ad infruttuosi tentativi alieutici.
A fondovalle si muovono trote di buona taglia, ma il momento è breve, l’estate incalza. I torrenti rendono ancora bene e ormai si risale fino alle prime discrete quote, superiamo i 1000 m, in cerca di acque fresche ed ancora abbondanti. Sui laghi il luccio è ancora prendibile se, almeno nella prima parte del mese, le temperature non sono ancora da balneazione. I cavedani si radunano per la frega, in alcuni luoghi si apprestano ad iniziare e risalgono i corsi d’acqua che sfociano nei laghi, da altre parti hanno già portato a termine l’attività riproduttiva e si mantengono ancora in branchi per recuperare energie. Spesso li troveremo in compagnia di grossi barbi comuni. Il persico reale c’è, si fa vedere, ma è ancora pigro e avrà bisogno ancora di tempo per entrare in attività.
A quote non proibitive, in acque fresche e profonde, si pesca il salmerino alpino.
E’un buon mese, spesso ci obbliga ad alzarci presto o a rientrare al buio ma può regalare splendidi pesci e tante opportunità.
Pesca del cavedano:
In questo mese il furbo ciprinide si raduna per la frega e risale i corsi d’acqua per deporre. Per prepararsi a ciò deve accumulare energie e questo lo rende vulnerabile.
Si pesca prevalentemente alla passata, in alcuni torrenti di fondovalle e presso le foci dei torrenti nei laghi. Riempire la nassa superando i 10 chili di pesce non è raro in condizioni ideali, ma in certe giornate da ricordare ne abbiamo presi anche molti di più. Molto dipende dal livello e dalle condizioni delle acque, anche con il cavedano le giornate magre possono capitare.
Nello stesso ambiente possiamo trovare trote fario e grossi barbi comuni ( ceppo italico, ma esemplari oltre i 2 kg sono comuni ) e alle foci in lago anche iridee, persici reali, gardon, carpe.
Grossi esemplari di cavedano si catturano anche a spinning, tentandoli a galla con piccoli minnow galleggianti.
Spinning alla marmorata:
vale quanto detto per maggio: si pesca in torrenti di fondovalle ove la nostra preda è presente in abbondanza e con esemplari di taglia ma attenzione: la marmorata non è una fario, è molto più restia ad esporsi, meno dinamica, più “da tana” e da agguato, un po’ come il luccio. E’ anche più influenzabile dai fattori climatici e dallo stato delle acqua. La sua abbondanza perciò non è mai sinonimo di catture facili e le fario presenti, seppur in netta minoranza, ( in certi tratti la marmorata può superare il 90% dei salmonidi presenti ) sono spesso più facili da allamare. In giugno la sua attività è buona ma cala con l’incalzare del grande caldo. Nella seconda metà del mese spesso ci troveremo ad insidiarla alle prime ed ultime ore di luce.
Spinning alla fario:
Siamo nella fase di passaggio e possiamo pescare un po’ovunque, dal torrente di fondovalle, al torrente medio, dal microtorrente ai torrenti montani. Le taglie varieranno in base alla portata del corso d’acqua, al fondale e all’altitudine. Spaziando tra più torrenti anche all’interno di una singola uscita troveremo il modo di catturare e divertirci. Attenzione all’acqua di neve ed ai momenti di acqua cristallina in seguito ad una piena dei giorni prima, sono le condizioni limite in cui è meglio cambiare pesca ed ambiente.
Marmorata con esche naturali:
Come in maggio possiamo pescare alla passata con la bolognese, anche sorreggendo un pesciolino vivo, oppure a lancio con il morto manovrato. Anche qui dovremo fare inevitabilmente i conti con la fario e gli ibridi. Cercheremo di soprendere la misteriosa marmorata all’alba ed al tramonto, o all’arrivo del maltempo. Oltre ad altre trote chi pesca con la bolognese potrà agganciare anche cavedani e barbi.
Tocco alla fario:
Giugno è ancora un buon mese per questa affascinante tecnica che ora, senza lasciare i torrenti primaverili, ci porta ad avventurarci verso la montagna in cerca di prede nascoste tra i sassi ed il muschio, tra fondali di granito ed abeti protesi sull’acqua spumeggiante. Se le condizioni sono buone le catture non si faranno attendere troppo, ma le giornate storte e le condizioni avverse possono sempre capitare e sono parte del gioco anche con questa redditizia ed elegante tecnica.
Passata alla fario:
Rispetto ad altre tecniche risente in tono minore dell’innalzamento delle temperature e consente di effettuare catture durante tutta l’estate. Presentando bene piccoli bocconi le nostre passate nelle fresche buche profonde risulteranno efficaci anche quando altre tecniche falliscono.
Pesca del salmerino alpino:
Si pesca per il momento solo in alcuni laghi a bassa quota. Si tratta comunque di luoghi raggiungibili in auto. La tecnica da prediligersi è quella con la sanguinerola viva, pescata in loco, sorretta da un galleggiante scorrevole o a fondo, recuperata lentamente di tanto in tanto.
Il primitivo e misterioso salmonide dell’Alpe è un pesce strettamente legato al fondo e spesso pigro, la sua cattura non è mai assicurata.
Tuttavia se la giornata è buona non è raro effettuare catture anche in successione, trattandosi ad ogni modo di una specie gregaria. Nei rari momenti di maggior attività qualche esemplare caccia sottoriva ed è possibile tentarlo anche a spinning.
Luglio
LUGLIO
A luglio siamo ormai in piena stagione estiva, i laghi sono frequentati in massa da turisti e bagnanti, i corsi d’acqua del fondovalle spesso cominciano a perdere portata e sul fondo si sviluppano piante acquatiche di ogni tipo, i pesci si muovono nelle ore più fresche, al mattino ed alla sera o nelle giornate di cielo coperto. E’, almeno nella prima metà, un buon mese per insidiare i cavedani, talvolta accompagnati da grossi barbi, talvolta da trote di vario genere. Il persico reale comincia, dapprima in sordina e poi sempre più in maniera evidente, la sua attività sottoriva.
Per quanto riguarda la trota, la montagna si afferma come teatro delle nostre uscite estive. Dai torrenti a partire da 1000 m arriviamo ai laghi alpini, anche oltre i 2000 m, in cui la fario condivide il territorio con salmerini alpini e di fonte.
Lucci, marmorate e fario di fondovalle risentono del caldo e della luce intensa. Per tentare la loro cattura dovremo cercarli con l’arrivo di una perturbazione, all’alba ed al tramonto.
Pesca del cavedano e pesca mista:
Alle foci di alcuni torrenti nei laghi si pesca almeno fino alla metà del mese il cavedano, ancora in branchi per recuperare energie dopo le fatiche riproduttive. La tecnica principe è sempre la bolognese. Come per giugno in questa pesca è normale catturare anche altre specie come fario, trote di lago, iridee, scardole, gardon, magari una carpa che ci farà “cantare” la frizione del mulinello.
Superare i 10 chili di pesce non è assolutamente una cosa eccezionale.
Ora negli stessi ambienti cominciano a muoversi i persici reali, a volte anche numerosi.
Si può pescare alla passata e poi passare a cercare, a striscio o con il galleggiante scorrevole, trote e persici, oppure piazzare una canna a fondo mentre con l’altra si effettuano passate.
Mai lasciare a casa la canna da spinning con la quale possiamo cercare trote allo sbocco del torrente, persici in lago, cavedani a galla, ancora trote nel torrente.
Anche una buona teleregolabile può servire per risalire, a fine giornata, un torrente che sul far della sera vede le selvatiche trote uscire guardinghe dalle riparate tane. Anche qui possiamo tentare un furbo cavedano nelle pozze più profonde, sempre con la nostra bolognese e pescando “supersottile”.
Pesca del persico reale:
Come già accennato le possibilità aumentano con la metà del mese, ma è difficile fare previsioni sull’inizio dell’attività, come sempre dicontinua ed imprevedibile, di questo splendido pesce.
Lo si può pescare a striscio, alla tremarella sottoriva sia con esche naturali come vivo e verme, sia con falcettin siliconici, oppure con il galleggiante ( ricordiamo che in quasi tutti i laghi è consentito l’uso contemporaneo di 2 canne ). Anche a spinning con attrezzatura leggera e piccole esche di gomma si possono effettuare discrete catture, a patto però che il nostro avversario sia dinamico ed in caccia. Anche la pesca a fondo, mentre magari pratichiamo un’altra tecnica, potrà aggiungere qualche persico al nostro bottino.
Se poi si pesca da natante con canne corte e sensibili si pescherà a “spizzico” con olivetta e spezzone e con il galleggiante.
Se i persici sono in movimento non tarderemo a vedere spettacolari cacciate a galla sui branchi di alborelle in fuga. Si tenga presente che questo lunatico pesce può regalare abbondanti pescate e, magari il giorno dopo, una giornata avara di catture. Ma siamo comunque su un lago: ci sono altri pesci.
Fario in montagna, al tocco ed a spinning:
Ora più che mai cerchiamo la fario in freschi ed ossigenati torrenti in quota, tra splendidi panorami e livree di pesci affascinanti e timorosi. Le acque limpide e spumeggianti nascondono molte fario che ora sono nel pieno delle energie e, tralasciando le ore centrali, possono regalarci una splendida giornata. In alcune zone potremo incontrare anche il salmerino di fonte e qualche ibrido tra fario e marmorata.
Al tocco con la teleregolabile cercheremo di stanare i salmonidi dai punti più nascosti, a spinning leggero sorprenderemo gli esemplari che pinneggiano in corrente alla ricerca di un boccone in arrivo. Nulla vieta di portarsi 2 canne e praticare enrtambe le tecniche. A quote più modeste proveremo alla sera, con il brutto tempo in arrivo, e dove il torrente mantiene acque fresche ed abbondanti.
Laghi alpini:
Si tratta delle gemme delle alpi, meravigliosi e silenziosi specchi d’acqua anche di origine glaciale, incastonati sotto le cime, a volte anche oltre i 2000 m di altitudine.
Non è facile arrivarci: spesso sono necessarie 2 o 3 ore di cammino, più il tempo dell’auto, a volte un temporale potrà farci abbandonare la meta ma si tratta di emozioni uniche. Un laghetto circondato da cime maestose, magari un ghiacciaio sullo sfondo, il fischio delle marmotte che rieccheggia nella valletta, fiori di montagna, massi adornati di licheni e muschi. Le acque placide nascondono fario di rara bellezza, variopinti salmerini di fonte, misteriosi e antichi salmerini alpini.
Ogni lago ha una popolazione diversa, ma vi sono specchi d’acqua in cui è possibile incontrare anche tutte e tre le specie. Si pesca a striscio, con il galleggiante scorrevole, a spinning quando i pesci cacciano sottoriva.
Questi affascinanti luoghi di silenzio e pace non sono sempre facili da affrontare per la pesca.
Alle volte il lago si anima di pesci e catture con un improvviso cambiamento atmosferico, dopo ore di sole e pesci che sembravano non esserci.
Alcuni itinerari a quote più modeste sono raggiungibili in minor tempo e con brevi tratti a piedi.
Pesca della fario alla passata:
Con questa tecnica riusciamo ad affrontare in maniera redditizia i corsi d’acqua di fondovalle anche durante tutto il corso dell’estate. Logicamente andranno evitate le ore centrali, fatta eccezione per le giornate di cielo nuvoloso e coperto. Con piccoli bocconi e pescando leggero le catture non mancheranno al mattino e alla sera, magari con qualche gradita sopresa. L’unico inconveniente può essere causato dall’acqua di neve.
Altre pesche:
Se proprio vogliamo tentare il luccio, la marmorata, o le fario del piano, qualche possibilità c’è.
All’alba ed al tramonto potremo avere un’attività anche buona, che ci potrà regalare una cattura di taglia insperata. Oppure provare con l’arrivo di una perturbazione o, se le acque sono ancora pulite, proprio sotto la pioggia battente. Non facciamoci comunque illusioni: non è raro fare cappotto anche al calar del sole con le prime gocce di un temporale in arrivo. Spesso, in estate, le condizioni ideali non bastano.
Agosto
AGOSTO
Dopo luglio è l’altro mese estivo per eccellenza. Il periodo è il più frequentato dai turisti ma isolarsi, per il pescatore, è cosa facile. I laghi sono presi d’assalto e vanno cercati quei punti meno accessibili e meno frequentati da chi nuota e prende il sole. Molti corsi d’acqua possono presentare in questo mese una carenza di portata.
La trota fario si conferma in montagna, accompagnata ad alte quote dai salmerini dei laghi.
Il persico reale si muove sui laghi se il disturbo dei natanti non è eccessivo.
I cavedani si vedono ancora nella prima parte del mese, poi cominciano a vagare a gruppetti, sciogliendo i branchi di giugno- luglio.
Le possibilità di pesca sono più o meno quelle di luglio, qui di seguito rielencate:
Pesca del cavedano e pesca mista:
Vale quanto detto per luglio ma si tratta quasi sempre solo dell’inizio del mese.
La tecnica principe è sempre la bolognese. In questa pesca è normale catturare anche altre specie come fario, trote di lago, iridee, scardole, gardon, magari una carpa che ci farà “cantare” la frizione del mulinello.
Si può pescare alla passata e poi passare a cercare, a striscio o con il galleggiante scorrevole, trote e persici, oppure piazzare una canna a fondo mentre con l’altra si effettuano passate.
Mai lasciare a casa la canna da spinning con la quale possiamo cercare trote allo sbocco del torrente, persici in lago, cavedani a galla, ancora trote nel torrente.
Anche una buona teleregolabile può servire per risalire, a fine giornata, un torrente che sul far della sera vede le selvatiche trote uscire guardinghe dalle riparate tane. Anche qui possiamo tentare un furbo cavedano nelle pozze più profonde, sempre con la nostra bolognese e pescando “supersottile”.
Pesca del persico reale:
Lo si può pescare a striscio o alla tremarella sottoriva sia con esche naturali come vivo e verme, sia con falcetti siliconici, oppure con il galleggiante ( ricordiamo che in quasi tutti i laghi è consentito l’uso contemporaneo di 2 canne ). Anche a spinning con attrezzatura leggera e piccole esche di gomma si possono effettuare discrete catture, a patto però che il nostro avversario sia dinamico ed in caccia. Anche la pesca a fondo, mentre magari pratichiamo un’altra tecnica, potrà aggiungere qualche persico al nostro bottino.
Se poi si pesca da natante con canne corte e sensibili si pescherà a “spizzico” con olivetta e spezzone e con il galleggiante.
Se i persici sono in movimento non tarderemo a vedere spettacolari cacciate a galla sui branchi di alborelle in fuga. Si tenga presente che questo lunatico pesce può regalare abbondanti pescate e, magari il giorno dopo, una giornata avara di catture. Ma siamo comunque su un lago: ci sono altri pesci.
Fario in torrenti montani:
Anche in agosto cerchiamo la fario in freschi ed ossigenati torrenti in quota, tra splendidi panorami e livree di pesci affascinanti e timorosi. Le acque limpide e spumeggianti nascondono molte fario che ora sono nel pieno delle energie e, tralasciando le ore centrali, possono regalarci una splendida giornata. In alcune zone potremo incontrare anche il salmerino di fonte e qualche ibrido tra fario e marmorata.
Al tocco con la teleregolabile cercheremo di stanare i salmonidi dai punti più nascosti, a spinning leggero sorprenderemo gli esemplari che pinneggiano in corrente alla ricerca di un boccone in arrivo. Nulla vieta di portarsi 2 canne e praticare entrambe le tecniche. A quote più modeste proveremo alla sera, con il brutto tempo in arrivo, e dove il torrente mantiene acque fresche ed abbondanti.
Laghi alpini:
Si tratta delle gemme delle alpi, meravigliosi e silenziosi specchi d’acqua anche di origine glaciale, incastonati sotto le cime, a volte anche oltre i 2000 m di altitudine.
Non è facile arrivarci: spesso sono necessarie 2 o 3 ore di cammino, più il tempo dell’auto, a volte un temporale potrà farci abbandonare la meta ma si tratta di emozioni uniche. Un laghetto circondato da cime maestose, magari un ghiacciaio sullo sfondo, il fischio delle marmotte che rieccheggia nella valletta, fiori di montagna, massi adornati di licheni e muschi. Le acque placide nascondono fario di rara bellezza, variopinti salmerini di fonte, misteriosi e antichi salmerini alpini.
Ogni lago ha una popolazione diversa, ma vi sono specchi d’acqua in cui è possibile incontrare anche tutte e tre le specie. Si pesca a striscio, con il galleggiante scorrevole, a spinning quando i pesci cacciano sottoriva.
Questi affascinanti luoghi di silenzio e pace non sono sempre facili da affrontare per la pesca.
Alle volte il lago si anima di pesci e catture con un improvviso cambiamento atmosferico, dopo ore di sole e pesci che sembravano non esserci.
Alcuni itinerari a quote più modeste sono raggiungibili in minor tempo e con brevi tratti a piedi.
Pesca della fario alla passata:
Con questa tecnica riusciamo ad affrontare in maniera redditizia i corsi d’acqua di fondovalle anche durante tutto il corso dell’estate. Logicamente andranno evitate le ore centrali, fatta eccezione per le giornate di cielo nuvoloso e coperto. Con piccoli bocconi e pescando leggero le catture non mancheranno al mattino e alla sera, magari con qualche gradita sopresa. L’unico inconveniente può essere causato dall’acqua di neve.
Altre pesche:
Se proprio vogliamo tentare il luccio, la marmorata, o le fario del piano, qualche possibilità c’è.
All’alba ed al tramonto potremo avere un’attività anche buona, che ci potrà regalare una cattura di taglia insperata. Oppure provare con l’arrivo di una perturbazione o, se le acque sono ancora pulite, proprio sotto la pioggia battente. Non facciamoci comunque illusioni: non è raro fare cappotto anche al calar del sole con le prime gocce di un temporale in arrivo. Spesso, in estate, le condizioni ideali non bastano.
Settembre
SETTEMBRE
Settembre è un mese ambiguo ed imprevedibile. Segnando il passaggio dall’estate all’autunno può presentare bruschi cambiamenti climatici, a volte mantiene il caldo estivo fino alla metà del mese e più, altre inizia subito a far sentire il fresco autunnale con notevoli abbassamenti di temperatura e forti piogge. Alla fine del mese chiude la pesca alla trota e, con essa, tutte le acque correnti salvo qualche deroga per i rari corsi d’acqua vocati al pesce bianco. E’ il momento di riprendere in mano gli itinerari primaverili del fondovalle, tornare a cercare le ultime belle fario e le marmorate. Consideriamo che non ritroveremo le condizioni ideali che ci hanno accompagnato tra aprile e giugno ma se il clima è più fresco e le acque non sono scarse vale la pena di cercare le ultime catture prima della chiusura. Ovviamente il discorso vale anche per i torrenti da tocco di media e piccola portata e rimangono validissimi i corsi d’acqua montani ed i laghi alpini. Il fiume Adige se presenta acque pulite è da non perdere per chi ama rischiare.
Settembre è poi un buon mese per pescare i numerosi persici reali che cacciano ancora sottoriva.
Vediamo per esteso le varie possibilità:
Pesca del persico reale:
Vale quanto detto per agosto, ma a settembre il persico è meno disturbato dalla gente sulle rive e si prepara ad affrontare l’autunno. Se avvengono bruschi abbassamenti di temperatura i persici cominciano a radunarsi e portarsi su fondali ripidi, comunque non prima della metà del mese o più spesso con i primi di ottobre.
Si può pescare a striscio o alla tremarella sottoriva sia con esche naturali come vivo e verme, sia con falcetti siliconici, oppure con il galleggiante ( ricordiamo che in quasi tutti i laghi è consentito l’uso contemporaneo di 2 canne ). Anche a spinning con attrezzatura leggera e piccole esche di gomma si possono effettuare discrete catture, a patto però che il nostro avversario sia dinamico ed in caccia. Anche la pesca a fondo, mentre magari pratichiamo un’altra tecnica, potrà aggiungere qualche persico al nostro bottino.
Se poi si pesca da natante con canne corte e sensibili si pescherà a “spizzico” con olivetta e spezzone e con il galleggiante. Pescando il persico è possibile agganciare trote e non solo.
Se i persici sono in movimento non tarderemo a vedere spettacolari cacciate a galla sui branchi di alborelle in fuga. Si tenga presente che questo lunatico pesce può regalare abbondanti pescate e, magari il giorno dopo, una giornata avara di catture. Ma siamo comunque su un lago: ci sono altri pesci.
Spinning alla marmorata:
Spesso ci vuole la seconda metà del mese ma il breve momento è da non perdere.
Si pesca in torrenti di fondovalle ove la nostra preda è presente in abbondanza e con esemplari di taglia ma attenzione: la marmorata non è una fario, è molto più restia ad esporsi, meno dinamica, più “da tana” e da agguato, un po’ come il luccio. E’ anche più influenzabile dai fattori climatici e dallo stato delle acqua. La sua abbondanza perciò non è mai sinonimo di catture facili e le fario presenti, seppur in netta minoranza, ( in certi tratti la marmorata può superare il 90% dei salmonidi presenti ) sono spesso più facili da allamare.
Naturalmente pescheremo al mattino e alla sera.
Marmorata con esche naturali:
Anche ricorrendo alle esche naturali il cappotto è sempre dietro l’angolo ma le tecniche ci permettono di catturare anche se le trote risentono ancora del caldo. Possiamo pescare alla passata con la bolognese, anche sorreggendo un pesciolino vivo, oppure a lancio con il morto manovrato. Anche qui dovremo fare inevitabilmente i conti con la fario e gli ibridi.
Come per lo spinning conviene evitare le ore centrali e insistere al mattino presto ed alla sera.
Spinning e tocco alla trota fario:
Si possono fare 2 distinzioni: la pesca in torrenti di media e piccola portata da effettuarsi con entrambe le tecniche e la pesca in grandi torrenti di fondovalle, a spinning e con lunghe teleregolabili, almeno 8 m.
La prima è certamente più affascinante: acque cristalline e pulite, ambiente incontaminato, trote abbondanti e dalla livrea meravigliosa.
A fondovalle meno attrattive per i nostri occhi ma si possono agganciare bellissime fario di taglia oltre ovviamente alle onnipresenti e fameliche medio-piccole, e qualche esemplare di marmorata e/o ibrido.
Nel primo caso si pescherà con attrezzatura leggera ( per intendersi bastano rotanti del n.1 e 2 e monofili 0,18 ), nel secondo potremo usare anche minnow di 5-7 cm e monofili 0,22- 0,25 o sottili trecciati. Alcune zone sono no-kill ed è obbligatorio l’uso del monoamo.
Al tocco spazieremo dalla corona al pallettone a seconda delle molteplici situazioni.
Pesca della fario alla passata:
Naturalmente anche settembre è ottimo per pescare le fario alla passata e, rispetto ai mesi estivi, abbiamo la possibilità di incontrare, specie nella seconda metà del mese, ore centrali meno improduttive e pesci più attivi. Come già visto nei mesi precedenti è possibile incontrare cavedani e marmorate. Alternando i lombrichi alle larve acquatiche del fondale aumenteremo di certo la resa della nostra battuta.
Fario in torrenti montani:
Come in agosto cerchiamo la fario in freschi ed ossigenati torrenti in quota, tra splendidi panorami e livree di pesci affascinanti e timorosi. Le acque limpide e spumeggianti nascondono molte fario che possono regalarci una splendida giornata. In alcune zone potremo incontrare anche il salmerino di fonte e qualche ibrido tra fario e marmorata.
Al tocco con la teleregolabile cercheremo di stanare i salmonidi dai punti più nascosti, a spinning leggero sorprenderemo gli esemplari che pinneggiano in corrente alla ricerca di un boccone in arrivo. Nulla vieta di portarsi 2 canne e praticare entrambe le tecniche.
Laghi alpini:
Se il freddo precoce non incalza si può affrontarli ancora per tutto il mese, come già visto nei mesi precedenti.
Si tratta delle gemme delle alpi, meravigliosi e silenziosi specchi d’acqua anche di origine glaciale, incastonati sotto le cime, a volte anche oltre i 2000 m di altitudine.
Non è facile arrivarci: spesso sono necessarie 2 o 3 ore di cammino, più il tempo dell’auto, a volte un temporale potrà farci abbandonare la meta ma si tratta di emozioni uniche. Un laghetto circondato da cime maestose, magari un ghiacciaio sullo sfondo, il fischio delle marmotte che rieccheggia nella valletta, fiori di montagna, massi adornati di licheni e muschi. Le acque placide nascondono fario di rara bellezza, variopinti salmerini di fonte, misteriosi e antichi salmerini alpini.
Ogni lago ha una popolazione diversa, ma vi sono specchi d’acqua in cui è possibile incontrare anche tutte e tre le specie. Si pesca a striscio, con il galleggiante scorrevole, a spinning quando i pesci cacciano sottoriva.
Questi affascinanti luoghi di silenzio e pace non sono sempre facili da affrontare per la pesca.
Alle volte il lago si anima di pesci e catture con un improvviso cambiamento atmosferico, dopo ore di sole e pesci che sembravano non esserci.
Alcuni itinerari a quote più modeste sono raggiungibili in minor tempo e con brevi tratti a piedi.
Trota in fiume:
Se il nostro Adige è limpido ci regala l’ultima chance per andare alla ricerca di qualche bella trota, fario o marmorata. Non sempre livello e limpidezza delle acque ci consentiranno di pescare.
Nonostante sia facile il cappotto qui le trote raggiungono con facilità il chilo di peso e vale la pena tentare. Le tecniche più utilizzate sono la passata a fondo con piombo e morto manovrato o verme, oppure lo spinning con attrezzatura robusta.
Altri tipi di pesca:
Nella seconda metà del mese si cominciano a rivedere i lucci, specie nei luoghi più freschi e nelle giornate di cielo coperto. Si può tentarne la cattura a spinning da riva o dalla barca, a traina e con belly boat. E’ consentita la pesca anche con il vivo sia a striscio che con il galleggiante, ed il morto manovrato. Ricordiamo che in molte acque è vietata l’ancoretta.
Sui laghi si può poi tentare i cavedani a galla con piccoli minnow galleggianti.
Ottobre
Siamo in autunno, la pesca nelle acque correnti è quasi ovunque chiusa per la riproduzione della trota e le nostre attenzioni vanno rivolte principalmente ai laghi. 2 sono principalmente i nostri avversari: il persico reale e il luccio. Questo mese può essere anche mite, altre volte già freddo con bruschi cambiamenti più probabili nella seconda metà del periodo.
Vediamo i dettagli:
Pesca del persico reale:
In questo mese il persico si raduna in branchi per prepararsi ad affrontare la stagione fredda e migra verso fondali sempre più profondi. All’inizio del mese a volte occupa ancora i sottoriva come a fine estate e sul finire del mese si colloca ormai nelle posizioni quasi invernali. Trovarlo non è semplice se non si conosce bene il posto e l’andamento stagionale ed è per questo più redditizio rivolgersi alle guide che seguono gli spostamenti dei pesci. Spesso ( ma non sempre ) il persico reale in ottobre è ben attivo e trovarsi sul branco ci darà catture in successione. In alcuni laghi sarà facile incontrare trote, in altri è frequente agganciare lucci. La pesca in questo mese è ancora praticabile da riva, ma è molto più profiqua se praticata con l’ausilio di un natante.
Il vivo è, alternato al verme, l’esca migliore e fare decine di catture è possibilissimo.
Pesca del luccio:
Il nostro esocide si prepara all’inverno e deve fare il pieno d’energia. E’ facile trovarlo attivo ai primi freddi ma ancora sottoriva alla ricerca della minutaglia. Lo possiamo pescare a spinning da riva o dalla barca ed anche a traina. Oltre allo spinning è permessa la pesca con il vivo a galleggiante e a recupero, il morto manovrato. Ricordiamo il divieto riguardo all’uso dell’ancoretta in molte acque. Anche se il cappotto è sempre da tenere in conto vi sono giornate in cui è possibile effettuare diverse catture, almeno con esemplari di taglia media. Sui fondali marcati e con esche voluminose cercheremo l’esemplare di taglia.
Altre pesche:
Il buon vecchio cavedano sui laghi diventa più vulnerabile alle nostre imitazioni di piccoli pesci galleggianti in tinte naturali, spesso anche con grossi esemplari.
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